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La malasanità calabrese e le differenze con il Nord: basta campanilismi.

Malasanità Nord contro Sud. Nella puntata della scorsa domenica della nota trasmissione Mediaset “Le Iene“, è andato in onda un servizio che ha fatto parecchio discutere.
Oggetto del contendere, se così possiamo definirlo, era la madornale differenza tra la gestione ed il funzionamento dei Pronto Soccorso calabresi e quelli lombardi.
Prima di addentrarci nella questione specifica, però, una premessa è d’obbligo: il programma… divide opinione pubblica e critica per la qualità non sempre eccelsa dei suoi servizi.

Le Iene e la malasanità calabrese

Un altro vaso scoperchiato nelle precedenti settimane da “Le Iene” riguarda la malasanità calabrese. L’inviato ha coraggiosamente documentato lo sperpero selvaggio dei soldi pubblici e la totale fatiscenza degli ospedali di Locri e Polistena (Rc).
Il format ha portato agli occhi degli spettatori delle immagini degne di strutture sanitarie da terzo mondo. Una questione grave, spinosa ed imbarazzante che ha portato il Ministro della Sanità Grillo prima ed il Premier Conte poi a prendere misure drastiche.

Pronto soccorso: Nord VS Sud

Durante la puntata del 14 aprile è stato trasmesso un servizio choc che metteva a confronto due Pronto Soccorso: quello milanese e quello calabrese. Sin dalle prime immagini (che nei Pronto Soccorso calabresi sono state girate in incognito da coraggiosi operatori del 118, probabilmente stanchi di lavorare in condizioni squallide e precarie), la differenza è a dir poco lampante. All’efficienza e alla modalità “multitasking” della sanità milanese si contrappone, invece, una gestione disordinata e sciatta degli ospedali della nostra bella regione.
Medici assenti, tempi ultra dilatati, macchine che non funzionano (e che spingono un paziente in gravi condizioni ad affrontare un “viaggio della speranza” di ben 40 minuti; direzione? L’ospedale di Locri. Il quadro che viene rappresentato nella nuova inchiesta de “Le Iene” mostra uno scenario apocalittico ma, ahi noi, inconfutabile.

Sdegno social

Nonostante le immagini (da alcuni utenti definite “sensazionalistiche“), il web è stato intasato da una serie infinita di commenti, pensieri, esperienze personali e, ovviamente, insulti.
La pagina Facebook de “Le Iene” è stata presa d’assalto sia dai “paladini” della sanità settentrionale che dai cosiddetti “campanilisti”, figli di un retaggio pseudo secessionista che vuole il Nord dello Stivale sempre contrapposto al Sud e sempre, irrimediabilmente, il primo vincere sul secondo.

“La sanità in Calabria non funziona, quindi i calabresi vanno a Milano a curarsi, di conseguenza la regione Calabria versa ogni anno alla regione Lombardia quasi mezzo milione di euro come “rimborso”. Denaro che non entrerà nelle casse degli ospedali calabresi impoverendoli ancora e arricchendo ancora gli ospedali milanesi“, scrive un utente.

Cambiare le cose

Alcuni followers della pagina Facebook ufficiale della trasmissione hanno anche sottolineato come il servizio sia quasi una sorta di “aggressione alla Croce Rossa“.
E’ innegabile, però, che la sanità calabrese fa acqua da tutte le parti e che sono proprio gli stessi Calabresi ad emigrare a Milano e dintorni più per ragioni sanitarie che lavorative.
Bisogna guardare in faccia la realtà, senza ricorrere a paragoni scontati: la Calabria deve cominciare ad investire seriamente nella salute dei suoi conterranei.
E’ ora di svegliarsi, di mettere da parte i campanilismi e di dimostrare che i Meridionali e soprattutto i Calabresi, se vogliono, possono raggiungere gli stessi picchi di eccellenza dei settentrionali.

Fonte: Raffaella De Grazia per www.apuntadipenna.it (Articolo completo).

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